Il giurista salernitano è morto a Roma a 98 anni. Professore emerito della Sapienza, ha formato generazioni di studiosi e lasciato un’impronta profonda nella cultura giuridica italiana
SALERNO – Il mondo del diritto italiano perde uno dei suoi più autorevoli maestri. Pietro Rescigno, giurista salernitano e figura centrale della civilistica italiana del Novecento, è morto a Roma all’età di 98 anni. Una vita dedicata allo studio, all’insegnamento e alla ricerca, accompagnata da una produzione scientifica che ha segnato profondamente l’evoluzione del diritto privato nel nostro Paese.
Nato a Salerno il 15 gennaio 1928, Rescigno era professore emerito dell’Università “La Sapienza” di Roma, dove aveva insegnato dal 1970 al 2005. Era inoltre socio nazionale dell’Accademia dei Lincei. Nel 2014 aveva ricevuto una delle più alte onorificenze della Repubblica: il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Da Salerno ai vertici dell’accademia italiana
Laureatosi in Giurisprudenza all’Università di Napoli nel 1948, Rescigno fu allievo di Francesco Santoro-Passarelli e Alessandro Graziani. La sua carriera universitaria iniziò nel 1952 e lo portò a insegnare diritto civile negli atenei di Macerata, Pavia e Bologna, prima dell’approdo definitivo alla Sapienza.
Le sue lezioni, i manuali e le opere scientifiche hanno accompagnato la formazione di generazioni di studenti, magistrati, avvocati e studiosi.
Il suo nome resta legato soprattutto alla monumentale attività di ricerca nel campo del diritto privato. Rescigno diresse il “Trattato di diritto privato”, articolato in 23 volumi, e fu autore di numerosi studi dedicati alla persona, alla famiglia, alle successioni, alle obbligazioni e all’abuso del diritto.
Tra le opere più conosciute figurano “Persona e comunità”, il “Manuale di diritto privato”, “L’abuso del diritto”, “Matrimonio e famiglia. Cinquant’anni del diritto italiano” e “Danno da procreazione e altri scritti tra etica e diritto”.
Il diritto letto attraverso i cambiamenti della società
Il contributo di Rescigno andò ben oltre l’interpretazione delle norme. Nei suoi studi il diritto civile veniva costantemente messo in relazione con le trasformazioni della società, della famiglia e della persona.
Nell’“Introduzione al Codice civile”, pubblicata da Laterza nel 1991, analizzò criticamente mezzo secolo di applicazione del Codice del 1942, confrontandone i principi con la Costituzione repubblicana e con i profondi cambiamenti intervenuti nell’ordinamento italiano.
Fu anche condirettore e direttore di importanti riviste e opere giuridiche, collaborando con alcune delle principali istituzioni culturali e scientifiche italiane. Dal 1990 al 2006 fece inoltre parte del Comitato Nazionale per la Bioetica.
Parallelamente all’attività accademica, dal 1951 esercitò la professione di avvocato.
I riconoscimenti internazionali
La statura scientifica di Pietro Rescigno gli valse numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero. Fu membro di prestigiose accademie e istituzioni culturali e nel 2001 ricevette la laurea honoris causa in Giurisprudenza dall’Università di Bologna. Fu inoltre nominato professore honoris causa dell’Università San Marcos di Lima e dell’Università Externado di Bogotà.
Un percorso partito da Salerno e arrivato ai più alti livelli della cultura giuridica internazionale.
Camera ardente e funerali a Roma
Rescigno si è spento al Gemelli Medical Center di Roma. La camera ardente sarà allestita dalle 9.30 di mercoledì 26 agosto fino alle 9.30 di venerdì 28 agosto.
I funerali saranno celebrati venerdì 28 agosto alle ore 11 nella Chiesa della Divina Sapienza, all’interno dell’Università La Sapienza di Roma.
Con la morte di Pietro Rescigno scompare non soltanto un grande accademico, ma uno studioso che ha contribuito per oltre settant’anni a interpretare e accompagnare i cambiamenti del diritto e della società italiana. Salerno perde uno dei suoi figli più illustri, il diritto italiano uno dei suoi maestri.
