Respinti i ricorsi dei Comuni contro la delibera regionale: per i giudici prevalgono sicurezza di madri e neonati e standard sanitari
Il Punto Nascita dell’ospedale “Immacolata” di Sapri si avvia verso la chiusura delle attività.
La Prima Sezione del TAR della Campania ha respinto i ricorsi presentati da diversi Comuni del territorio cilentano.
Tra gli enti ricorrenti figurano Sapri, San Giovanni a Piro e Vibonati.
Al centro del contenzioso c’era la delibera della Giunta regionale della Campania n. 418 del 2025, relativa alla riorganizzazione della rete dei punti nascita.
Il TAR: prioritaria la sicurezza di madre e neonato
Nelle motivazioni, i giudici pongono al centro la tutela della salute della madre e del neonato.
Secondo il TAR, tale tutela non può essere garantita soltanto dalla vicinanza geografica di una struttura ospedaliera.
È necessario, invece, rispettare standard sanitari e organizzativi capaci di assicurare sicurezza anche nelle situazioni di emergenza.
La sentenza richiama le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e gli accordi raggiunti in sede Stato-Regioni.
Uno degli elementi centrali riguarda il numero annuale dei parti effettuati nelle strutture.
A Sapri 188 parti rispetto alla soglia dei 500
Il riferimento indicato è quello di 500 parti all’anno quale soglia minima prevista dagli standard richiamati nel procedimento.
Il Punto Nascita di Sapri aveva registrato 188 parti.
Secondo il TAR, numeri significativamente inferiori alla soglia possono incidere sul mantenimento delle competenze e dell’esperienza dello staff sanitario.
Un aspetto considerato particolarmente importante nella gestione delle complicanze durante il parto e delle emergenze neonatali.
Respinte le osservazioni dei Comuni
I Comuni ricorrenti avevano evidenziato soprattutto le caratteristiche geografiche del territorio.
Tra le criticità segnalate anche i tempi di percorrenza necessari per raggiungere altri ospedali, in particolare quello di Vallo della Lucania.
Erano state inoltre contestate alcune procedure seguite nell’adozione dei provvedimenti regionali.
Il TAR non ha però accolto queste argomentazioni.
Il nodo del “disagio isolante”
La sentenza affronta anche il tema del cosiddetto “disagio isolante”.
Secondo quanto riportato nel pronunciamento, tale condizione non sarebbe stata riconosciuta nei precedenti pareri espressi dal Ministero della Salute e dal Comitato Percorso Nascita Nazionale.
I giudici hanno inoltre richiamato il comportamento dell’utenza del territorio.
Una parte consistente delle donne residenti, già negli anni precedenti, avrebbe scelto altre strutture ospedaliere per il parto.
Ora il futuro del Punto Nascita
La decisione del TAR rappresenta un passaggio determinante per il futuro del reparto dell’ospedale di Sapri.
La questione resta particolarmente sentita nel Golfo di Policastro e nel Cilento meridionale.
Da una parte ci sono le esigenze di sicurezza indicate dagli standard sanitari.
Dall’altra restano le preoccupazioni dei territori legate alle distanze e ai tempi necessari per raggiungere strutture alternative.




