Il led lampeggiava occupato con il parcheggione praticamente vuoto, la fila alle casse ed infine gli ausiliari hanno dovuto monitorare l’uscita delle auto
Nel pomeriggio di ieri, l’ex campo Landolfi è stato teatro di una serie di problemi tecnici che hanno scatenato il caos tra i visitatori e sollevato controversie sull’implementazione del nuovo sistema di chiusura a sbarre. La novità aveva suscitato aspre discussioni, con molti cittadini favorevoli all’abbonamento annuale ma critici nei confronti dei metodi scelti per introdurre le tariffe.
Le prime avvisaglie di difficoltà sono emerse quando il LED segnalava erroneamente la completa occupazione del parcheggio, nonostante fosse ampiamente vuoto. In contemporanea, decine di persone si sono accumulate nell’area di pagamento dei biglietti, creando una situazione di disagio e frustrazione. Gli ausiliari del parcheggio sono stati costretti a intervenire manualmente per monitorare l’uscita dei veicoli, aggiungendo ulteriori ritardi e disagi all’esperienza dei visitatori. Pare che molti abbonati esenti abbiano pagato il parcheggio, quindi anche la comunicazione lascia a desiderare.
Critiche e preoccupazioni avevano circondato l’implementazione del sistema sin dalle prime fasi, con molti che ritenevano che le prove di funzionalità delle nuove sbarre avrebbero dovuto essere eseguite senza l’afflusso di turisti, evitando così il rischio di situazioni come quella di ieri.
Da sottolineare che nella precedente amministrazione, l’area del parcheggio ex campo Landolfi era stata riorganizzata con la collocazione delle strisce blu, poi rimodulata con gli stalli a strisce bianche, l’introduzione del sistema a pagamento ha suscitato dibattiti accesi, con un consenso generale sulla validità dell’abbonamento annuale ma una netta contrarietà riguardo ai metodi di attuazione scelti.


