Anche Gerardo Spira ancora più duro e crede che sia una misura inutile: “dare l’ossigeno a chi deve morire”
La recente decisione del Comune di Agropoli di sospendere i pagamenti delle quote capitali dei mutui, con la possibilità di rimandarne il versamento fino al 31 dicembre di quest’anno, ha acceso il dibattito sulle difficoltà finanziarie e sulle scelte amministrative locali. L’accordo, sottoscritto il 9 aprile scorso tra l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), l’Associazione Italiana Comuni Italiani (ANCI) e l’Unione delle Province Italiane (UPI), ha aperto la strada a questa misura, mirata a mitigare gli impatti dell’attuale emergenza determinata dall’incremento dei costi energetici.
La sospensione della quota capitale dei mutui può voler dire, per alcuni, che le casse del comune sono ridotte all’osso tant’è che il comune ha pensato alla vendita degli immobili di proprietà.
La Giunta comunale di Agropoli ha deliberato in tal senso, motivando la decisione con le difficoltà finanziarie riscontrate e l’urgenza di fornire un sollievo ai cittadini. Tuttavia, il provvedimento ha suscitato le reazioni di molti cittadini. Il consigliere di minoranza Raffaele Pesce ha espresso perplessità riguardo al pagamento dei soli interessi, evidenziando il rischio di prolungare l’indebitamento del Comune senza un chiaro beneficio per la comunità.
Le parole di Raffaele Pesce
“Un comune che sospende il pagamento della quota capitale di un mutuo, senza un motivo chiaro, e senza nessun provvedimento straordinario per la comunità, ha già portato il pettine ai nodi: un anno in più di interessi. e l’allungamento di un anno dell’indebitamento del comune. Il resto sono chiacchiere da illusionisti, altro che palla presa al balzo, se non necessario”
Anche Gerardo Spira, segretario comunale del sindaco Angelo Vassallo, ha criticato aspramente la gestione della questione, sottolineando le condizioni imposte dalle banche e l’incapacità dell’amministrazione di affrontare le sfide finanziarie. Spira ha denunciato un’eccessiva dipendenza da anticipazioni finanziarie, evidenziando il rischio di compromettere la stabilità economica del Comune.
Il commento di Gerardo Spira
“Le Banche concedono, facoltà, ma a condizioni, e sempre che il Comune si trovi nelle condizioni per ottenere la Sospensione. Il Competente non ci ha capito un. E quelli che lo seguono non sono capaci. Dà ossigeno a chi deve morire. Intorno al Comune vi sono troppi cani che dare da mangiare a troppa clientela. E come dice un detto, “se ne và u pesce pa’ frittura”. Il flusso di entrata è vincolato alle anticipazioni fuori legge. Se il collegio dei revisori impone la regola, il tesoriere amico deve rifiutare l’anticipazione. A questo punto sono travolti dalla incapacità di fare fronte agli adempimenti ricorrenti”.
La controversia riflette una realtà diffusa tra i comuni italiani, dove il ricorso ai mutui è diventato una prassi consolidata. Tuttavia, le opinioni divergenti sulle strategie finanziarie e l’efficacia delle misure adottate mettono in luce le tensioni e le sfide che affrontano le amministrazioni locali nella gestione delle risorse pubbliche.




