Nonostante l’abrogazione del termine sulla re-immissione delle alghe è necessario uno studio scientifico su criteri e modi
Il decreto “Salvamare”, si potrebbe ribattezzare come “SalvaAgropoli”, sembra essere un provvedimento su misura per affrontare le problematiche del comune costiero. Tuttavia, la recente decisione della Direzione Generale per il Ciclo Integrato delle Acque e dei Rifiuti della Regione Campania solleva alcune criticità, rendendo questa una vittoria a metà per il sindaco Roberto Mutalipassi e la sua amministrazione.
Il Contesto del Decreto “SalvaAgropoli”
La Direzione Generale per il Ciclo Integrato delle acque e dei rifiuti ha recentemente abrogato la dicitura “31/12/2022” dal decreto “Salvamare”, il quale consentiva la re-immissione delle alghe a mare fino a quella data. Questa modifica è stata effettuata mediante l’aggiornamento delle “Linee Guida per la gestione delle biomasse vegetali spiaggiate (BVS)”, come specificato nell’allegato D della D.G.R.C. n.21 del 17.01.2024.
La Sfida della Gestione delle Alghe Spiaggiate
Tuttavia, l’attenzione è stata posta sul fatto che la gestione delle alghe spiaggiate, in particolare della posidonia, richiede un approccio scientificamente supportato. Secondo quanto riportato, attualmente mancano studi scientifici che possano fornire indicazioni precise sulle modalità di attuazione. Inoltre, l’individuazione del sito idoneo per la re-immissione della posidonia spiaggiata è un compito arduo, privo di criteri definiti e dati sufficienti che ne supportino la scelta.
Le Considerazioni del Funzionario Regionale
In sostanza facendo riferimento all’ultimo capoverso “per tale opzione di gestione, ad oggi, mancano studi scientifici che possano supportare eventuali indicazioni sulle modalità di attuazione e che l’individuazione del sito (i c.d. fondi di macerazione) dove re-immettere la posidonia spiaggiata non è un’operazione facile senza avere a disposizione dati che ne supportino la scelta dei criteri. praticamente il funzionario ha recepito la richiesta del Comune di Agropoli di modifica nella forma del decreto ma ha tenuto a precisare che non è applicabile se prima non vengono definiti criteri e modalità nonché studi specifici sul sito ove re-immettere la posidonia.




