La presidente de La Via Silente accusa il Comune per il taglio di alberi secolari e annuncia l’esclusione del borgo dalle tappe consigliate
A Castelnuovo Cilento esplode il caso del taglio delle querce lungo la strada che da Vallo Scalo conduce al borgo. A denunciare pubblicamente quanto accaduto è Simona Ridolfi, presidente dell’associazione “La Via Silente”, realtà impegnata nella difesa dell’ambiente e nella promozione della mobilità sostenibile.
Ridolfi affida il suo sfogo a parole durissime, parlando apertamente di “scempio” e di una ferita profonda inferta a uno dei simboli paesaggistici del territorio. Nel mirino finisce l’intervento disposto dal Comune, avviato – secondo quanto riferito – dopo una segnalazione del personale provinciale e affidato a una ditta che avrebbe eseguito i lavori a costo zero, trattenendo presumibilmente il legname.
Secondo la presidente de “La Via Silente”, però, l’operazione avrebbe superato il limite delle semplici potature necessarie, trasformandosi nell’abbattimento di querce secolari in buono stato di salute e, a suo dire, non pericolose per la viabilità. Un’accusa pesante, che chiama direttamente in causa l’amministrazione comunale sul fronte della tutela ambientale e della gestione del patrimonio arboreo.
Nel suo intervento, Ridolfi ricorda anche il legame storico tra Castelnuovo Cilento e il progetto della Via Silente. Dodici anni fa, spiega, il borgo fu inserito al centro di un percorso oggi conosciuto in tutta Italia proprio per la sua posizione panoramica, per la bellezza del paesaggio e per quella strada alberata che rappresentava un elemento identitario e un punto di forza per i cicloviaggiatori.
Da qui la decisione drastica annunciata dalla stessa presidente: Castelnuovo Cilento non sarà più inserito tra le tappe consigliate della Via Silente. Partenza e arrivo verranno invece spostati a Velina, frazione del comune. Una scelta che assume il peso di una presa di distanza simbolica ma anche concreta, perché colpisce direttamente l’immagine del territorio agli occhi del turismo lento e sostenibile.
Nel messaggio pubblico, Simona Ridolfi chiede infine che venga fatta piena chiarezza sulla vicenda e che siano individuate le responsabilità per un intervento definito “inutile violenza” contro il territorio. Un passaggio che apre inevitabilmente un fronte politico e amministrativo, chiamando in causa anche l’assessore all’Ambiente Luca De Feo.
La vicenda, al di là della polemica, riporta al centro una questione che molti enti locali continuano a sottovalutare: il patrimonio arboreo non è un ostacolo da rimuovere con leggerezza, ma un bene collettivo che incide sulla qualità del paesaggio, sull’identità dei luoghi e perfino sull’attrattività turistica. Quando un viale alberato perde la sua anima, non si cancellano soltanto degli alberi: si indebolisce il racconto stesso di una comunità.
