Il Comune affida a Fernando Mangone un’opera monumentale ispirata alla Teogonia greca, tra mito, paesaggio cilentano e visione culturale
Trentinara prova ad andare oltre l’etichetta, già fortunata, di “Borgo d’Amore” e sceglie di rafforzare la propria immagine con un progetto che punta su arte contemporanea, identità culturale e valorizzazione del paesaggio. L’amministrazione guidata dal sindaco Rosario Carione ha infatti annunciato la realizzazione di un’opera monumentale che sarà collocata nei pressi della Terrazza degli Innamorati, uno dei luoghi più rappresentativi del paese.
La decisione è stata formalizzata con la delibera di Giunta n. 24 del 1° aprile 2026. L’incarico è stato affidato al Maestro Fernando Mangone, artista di fama internazionale conosciuto per una cifra stilistica ben riconoscibile, caratterizzata dall’uso di colori fluorescenti e iridescenti capaci di modificare la percezione dell’opera in base alla luce e allo spazio circostante.
L’intervento porterà a Trentinara l’opera dal titolo “Le Origini – Teogonia Greca: da Kaos a Eros”, destinata a inserirsi nel percorso simbolico che negli anni ha trasformato il borgo in una meta riconoscibile sul piano turistico e narrativo. Se la Via dell’Amore e la Terrazza degli Innamorati hanno raccontato finora la dimensione romantica e sentimentale del luogo, il nuovo progetto allarga l’orizzonte e introduce una lettura più ampia, legata al mito, alla filosofia e alla forza generatrice dell’Eros come principio originario.
L’installazione sarà concepita come una struttura aperta, pensata per mettere l’opera in relazione diretta con l’ambiente circostante e con il panorama del Cilento. Il percorso immaginato accompagnerà il visitatore in un’esperienza che attraversa il mito e si apre poi alla contemplazione del paesaggio, con uno sguardo che arriva fino a Paestum e al mare. Nelle ore serali, grazie ai pigmenti iridescenti scelti dall’artista, l’effetto visivo dovrebbe diventare ancora più coinvolgente.
L’amministrazione comunale punta così a trasformare l’intervento in qualcosa di più di una semplice installazione artistica. L’obiettivo dichiarato è costruire un racconto culturale capace di tenere insieme arte contemporanea, riflessione filosofica e radici territoriali. Il richiamo a Gea, Madre Terra, e il dialogo ideale con l’area archeologica di Paestum rafforzano infatti il legame con la storia della Magna Grecia e con il patrimonio naturalistico del Parco Nazionale del Cilento.
L’operazione ha un valore strategico preciso: ampliare l’identità di Trentinara, superando una narrazione esclusivamente turistica o sentimentale per collocare il borgo anche in un circuito culturale più ambizioso. È una scelta che prova a dare profondità a un marchio territoriale già noto, puntando su un linguaggio artistico contemporaneo per attrarre nuovi flussi e nuove attenzioni.
Resta ora la sfida decisiva, quella che accompagna ogni progetto di valorizzazione: trasformare la visione in un attrattore stabile, capace di produrre non solo effetto scenico ma anche continuità culturale e ritorno concreto per il territorio. Se l’opera riuscirà davvero a dialogare con il paesaggio e con l’identità del borgo, Trentinara potrà compiere un salto ulteriore, passando da luogo simbolo dell’amore a laboratorio riconoscibile di arte contemporanea nel cuore del Cilento.
