Dal Porto Romano di Licosa al Campo dei Rocchi, parte una nuova stagione di studi e valorizzazione tra tecnologia, tutela e sviluppo sostenibile
Arriva la nota stampa della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, che annuncia una nuova attenzione sul patrimonio archeologico sommerso di Castellabate, dove prendono il via nuovi interventi per la riscoperta e la valorizzazione di alcuni tra i siti più suggestivi del territorio. Nei prossimi giorni entreranno nel vivo le attività del progetto PAS, “Paesaggi Archeologici Sommersi della Campania”, promosso dalla Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino in sinergia con Università degli Studi di Salerno, Università Parthenope e il distretto Databenc.
Il progetto, sostenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal Fondo per la Crescita Sostenibile, punta a coniugare innovazione e tutela del patrimonio culturale sommerso attraverso rilievi avanzati e tecnologie intelligenti, aprendo nuove prospettive di fruizione e conoscenza.
Tra i luoghi al centro dell’intervento figurano il Porto Romano di Castellabate e l’isola di Punta Licosa, scrigno di storia e mito legato alla sirena Leucosia. Il porto romano, databile al I secolo avanti Cristo, conserva i resti di due moli, mentre a Licosa emergono importanti testimonianze di frequentazione antica, tra cui i resti di una villa romana con impianti di piscicoltura.
Un ruolo chiave nelle attività di rilievo sarà affidato ai Carabinieri del Nucleo Subacqueo di Napoli, mentre una recente segnalazione ha ampliato il raggio d’azione del progetto includendo anche il tratto costiero tra Lungomare Bracale e Punta Pagliarulo, dove si trova il suggestivo “Campo dei Rocchi”, affascinante cava a cielo aperto in parte emersa e in parte sommersa.
Qui, tra tamburi di arenaria e tracce di antiche lavorazioni, si apre una nuova stagione di studi che potrebbe offrire ulteriori elementi per chiarire cronologia e funzione del sito, oggi ritenuto legato a un’area di estrazione di macine per il villaggio altomedievale di Tresino.
Determinante anche il contributo del Nucleo Carabinieri del Parco di Castellabate nelle attività di tutela e monitoraggio, mentre le recenti mareggiate hanno riportato in luce porzioni significative del banco estrattivo, offrendo nuove opportunità di ricerca.
L’iniziativa rafforza l’idea del Cilento come paesaggio culturale unico, dove archeologia, ambiente e memoria si intrecciano, trasformando la valorizzazione dei beni sommersi in una leva di sviluppo sostenibile per il territorio.


