Messaggi offensivi e minacce su Facebook e Instagram contro il magistrato Roberto Lenza, la Procura di Napoli cita a giudizio un 59enne di Sarno
Un 59enne di Sarno rischia il processo con accuse pesanti di diffamazione aggravata e minaccia nei confronti del pubblico ministero Roberto Lenza. L’uomo, P.A., già noto alle forze dell’ordine, è stato citato a giudizio dalla Procura di Napoli per una vicenda che ruota attorno a una serie di messaggi pubblicati sui social e ritenuti gravemente offensivi.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i fatti risalgono a circa un anno fa, quando l’indagato, utilizzando un nome di fantasia su Facebook, avrebbe diffuso diversi post corredati anche da fotografie, rivolti contro il magistrato, all’epoca in servizio presso la Procura di Nocera Inferiore e oggi alla Procura dei Minori di Salerno.
L’inchiesta, affidata ai carabinieri della stazione di Sarno e avviata dopo la denuncia presentata dallo stesso pm, avrebbe documentato numerosi contenuti considerati lesivi dell’onore e della reputazione del magistrato. Non solo insulti, ma anche frasi ritenute minacciose, circostanza che ha portato alla contestazione di una seconda ipotesi di reato.
Nel fascicolo confluiscono la querela del magistrato e vari post che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati diffusi anche su Instagram. La Procura di Napoli ha definito quei contenuti offensivi e potenzialmente idonei a generare timore per l’incolumità del pubblico ministero.
Alla base della vicenda, secondo la ricostruzione investigativa, ci sarebbe il risentimento maturato dall’uomo dopo un precedente arresto in flagranza eseguito dai carabinieri per possesso di armi giocattolo modificate. Una volta tornato in libertà, avrebbe avviato la campagna denigratoria prendendo di mira il magistrato ritenuto responsabile del procedimento.
Determinante, per risalire all’autore dei messaggi nonostante l’uso di un’identità fittizia, è stata proprio la denuncia presentata dal pm. Ora il 59enne dovrà comparire all’udienza predibattimentale, durante la quale il giudice valuterà l’eventuale rinvio a giudizio.
