Dopo la decisione del GUP che aveva dichiarato il non luogo a procedere per Fabio Cagnazzo, la Procura e la Procura Generale presentano appello alla Corte di Appello di Salerno
Nuovo sviluppo giudiziario nel procedimento che vede coinvolto il colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, in accordo e condivisione con la Procura Generale presso la Corte di Appello, ha presentato appello contro la sentenza emessa dal GUP del Tribunale di Salerno il 27 marzo 2026, depositata il successivo 27 aprile, con la quale era stato dichiarato il non luogo a procedere nei confronti dell’ufficiale dell’Arma.
Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale della Procura, Fabio Cagnazzo era imputato per concorso nell’omicidio di Angelo Vassallo e per partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. A seguito della decisione del GUP, che aveva sostanzialmente escluso la prosecuzione del processo nei suoi confronti, gli uffici giudiziari salernitani hanno deciso di impugnare il provvedimento chiedendo alla Corte di Appello di disporre il rinvio a giudizio.
La vicenda aveva già suscitato forte attenzione mediatica nelle settimane scorse proprio dopo la pronuncia di assoluzione in udienza preliminare, ritenuta da molti un passaggio destinato a segnare una svolta nell’inchiesta sull’omicidio del sindaco pescatore di Pollica, Angelo Vassallo. Il GUP di Salerno aveva infatti stabilito il non luogo a procedere per Cagnazzo, ritenendo insufficienti gli elementi raccolti dall’accusa per sostenere il processo.
Ora però il quadro torna nuovamente al centro del confronto giudiziario. Con l’appello formalizzato dalla Procura della Repubblica e dalla Procura Generale, sarà la Corte di Appello di Salerno a dover valutare se esistano i presupposti per riaprire il percorso processuale e arrivare a un rinvio a giudizio.


