A metà giugno inizieranno le deposizioni dei carabinieri che hanno condotto le indagini sull’omicidio avvenuto nell’agosto scorso
Entrerà nel vivo a metà giugno il processo per l’omicidio di Tina Sgarbini, la donna uccisa il 23 agosto scorso nella sua abitazione al termine di una violenta lite con l’ex compagno Christian Persico, oggi imputato davanti alla Corte d’Assise di Salerno, presieduta dal giudice Donatella Mancini.
Nel procedimento si è costituita parte civile la famiglia della vittima – il padre, il fratello e la sorella di Tina Sgarbini – assistita dall’avvocato Giovanni Grattacaso. Ammesse come parti civili anche tre associazioni impegnate nella tutela delle donne vittime di violenza, che seguiranno l’iter processuale accanto ai familiari della donna.
L’imputato Christian Persico è difeso dall’avvocato Michele Gallo.
Conclusa la fase preliminare del processo, le prossime udienze saranno dedicate all’ascolto dei primi testimoni indicati dalla pubblica accusa. Davanti ai giudici compariranno inizialmente i carabinieri delle Compagnie di Montecorvino e Battipaglia, intervenuti nell’abitazione della vittima per effettuare i rilievi e avviare le indagini che portarono successivamente all’arresto dell’uomo.
Il procedimento rappresenta uno dei casi più delicati affrontati negli ultimi mesi dalla giustizia salernitana e riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza sulle donne e della tutela delle vittime di relazioni abusive.


