Il commissario provinciale di Democrazia Sovrana Popolare punta il dito contro liste d’attesa, carenza di personale e pressione fiscale, chiedendo interventi immediati per cittadini e ospedali
Dura presa di posizione di Antonio Criscuolo, commissario provinciale di Democrazia Sovrana Popolare (DSP) per la provincia di Salerno, che denuncia una situazione definita “insostenibile” per la sanità campana, nonostante il raggiungimento del riequilibrio dei conti regionali.
Secondo Criscuolo, dal 1990 al 2026 i cittadini campani avrebbero pagato il prezzo di decenni di debiti accumulati e gestiti da amministrazioni di diverso orientamento politico. Un percorso che, a suo giudizio, avrebbe portato oggi a un pareggio di bilancio soltanto formale, senza benefici concreti per la popolazione.
Le criticità segnalate
Nel suo intervento, il rappresentante di DSP evidenzia numerose problematiche che continuano a interessare il sistema sanitario regionale. Tra queste, il sovraffollamento dei pronto soccorso, la carenza di medici, infermieri e operatori sanitari, la forte pressione sugli ospedali e le lunghe liste d’attesa che, secondo il movimento politico, spingerebbero molti cittadini a rivolgersi a strutture sanitarie fuori regione.
Criscuolo sottolinea come, a fronte delle difficoltà riscontrate nell’accesso alle cure, i contribuenti campani continuino a sostenere un carico fiscale particolarmente elevato attraverso l’addizionale regionale Irpef.
Il confronto con altre regioni
Nel documento diffuso da Democrazia Sovrana Popolare viene richiamato il confronto con la Lombardia, evidenziando una differenza significativa nell’incidenza dell’addizionale Irpef sui redditi dei cittadini.
Secondo quanto sostenuto da Criscuolo, per un reddito annuo di 20 mila euro un contribuente campano arriverebbe a versare fino al 150% in più rispetto a un cittadino lombardo, mentre per redditi pari a 40 mila euro il divario potrebbe risultare ancora più marcato.
Le perplessità su Case e Ospedali di Comunità
Il commissario provinciale DSP esprime inoltre dubbi sull’efficacia delle Case e degli Ospedali di Comunità previsti nell’ambito della riorganizzazione sanitaria territoriale.
A suo avviso, queste strutture non sarebbero sufficienti a ridurre la pressione sui pronto soccorso né a sostituire una rete di emergenza-urgenza adeguatamente potenziata, rischiando di non incidere sulle criticità strutturali del sistema sanitario regionale.
Le richieste avanzate da DSP
Democrazia Sovrana Popolare chiede tre interventi ritenuti prioritari:
- una verifica completa e trasparente sulle responsabilità gestionali che hanno determinato l’accumulo dei debiti sanitari nel corso degli anni;
- il potenziamento concreto dei reparti ospedalieri e l’attivazione dei pronto soccorso nelle strutture che ne risultano prive;
- una riduzione significativa dell’addizionale Irpef regionale, ritenuta coerente con il raggiungimento del riequilibrio finanziario della Regione.
“Non siamo cittadini di serie B. Meritiamo una sanità efficiente e tasse eque”, conclude Antonio Criscuolo nel suo intervento.


