Il servizio “Agropoli in Tour” rappresenta un passo avanti, ma riporta al centro un problema irrisolto: una rete urbana ferma da anni mentre la città continua a crescere
L’attivazione del servizio estivo “Agropoli in Tour” è senza dubbio una scelta condivisibile. Con l’arrivo dell’estate, il forte incremento delle presenze turistiche, gli eventi, le spiagge affollate e la cronica difficoltà nel trovare parcheggio rendono indispensabile un sistema di navette capace di alleggerire il traffico e offrire un’alternativa concreta all’utilizzo dell’auto privata.
Una misura utile, dunque. Ma proprio questa iniziativa pone una domanda che la politica locale non può più rinviare: se ogni estate diventa necessario istituire servizi straordinari per far funzionare la mobilità cittadina, significa che il trasporto pubblico ordinario non è più adeguato alle reali esigenze di Agropoli.
Negli ultimi quindici anni la città è cambiata radicalmente. Sono aumentati i residenti, sono cresciuti i nuclei familiari che vivono stabilmente sul territorio e lo sviluppo edilizio ha trasformato quelle che un tempo erano periferie in quartieri pienamente urbanizzati. Eppure il trasporto pubblico è rimasto praticamente fermo.
L’attuale servizio urbano, garantito con quattro autobus e finanziato attraverso un monte chilometri regionale sostanzialmente identico a quello previsto circa quindici anni fa, continua a rispondere a una città che ormai non esiste più. Nel frattempo Agropoli è cresciuta, ma il sistema dei trasporti è rimasto ancorato al passato.
Madonna del Carmine, Mattine, Moio e Fuonti non sono più zone marginali. Sono quartieri abitati, con attività commerciali, scuole, servizi e nuove aree residenziali che generano ogni giorno migliaia di spostamenti. Continuare a considerarli semplici periferie significa ignorare l’evoluzione urbanistica della città.
Da questi territori arriva una richiesta sempre più forte: più corse, orari realmente funzionali, collegamenti frequenti e un servizio capace di coprire in maniera efficiente l’intero territorio comunale. Una richiesta che non appare irragionevole, ma semplicemente adeguata alla realtà attuale.
Alle criticità delle linee si aggiunge poi quella delle fermate. In numerosi punti della città le pensiline semplicemente non esistono oppure risultano insufficienti. Così cittadini, studenti e anziani sono costretti ad attendere gli autobus sotto il sole cocente d’estate o sotto la pioggia durante l’inverno. Un dettaglio solo in apparenza secondario, perché la qualità del trasporto pubblico si misura anche attraverso i servizi che vengono offerti a chi lo utilizza.
Ma il tema della mobilità non può più fermarsi ai confini comunali.
Agropoli e Capaccio, nei fatti, rappresentano ormai un’unica area urbana. Migliaia di persone si spostano quotidianamente tra le due città per lavoro, studio, sanità, commercio e servizi. Eppure manca ancora un sistema di collegamento moderno, continuo ed efficiente.
Una linea circolare stabile tra i due comuni consentirebbe di ridurre il traffico, diminuire l’utilizzo delle automobili e offrire una reale alternativa di mobilità sostenibile. Un progetto che oggi non rappresenterebbe un lusso, ma una naturale conseguenza dello sviluppo del territorio.
Allo stesso modo appare sempre più evidente la necessità di realizzare una vera autostazione a servizio della stazione ferroviaria di Agropoli. Oggi il principale nodo ferroviario del Cilento continua a non disporre di un hub moderno capace di integrare autobus urbani, linee extraurbane e collegamenti ferroviari, costringendo utenti e turisti a soluzioni spesso improvvisate.
Le navette estive meritano quindi un giudizio positivo. Ma non possono diventare l’alibi per rinviare ancora una volta una riforma complessiva della mobilità cittadina.
La sensazione è che si continui a intervenire sull’emergenza, senza affrontare il problema alla radice. Agropoli ha ormai dimensioni, funzioni e flussi di una città completamente diversa rispetto a quella di quindici anni fa, mentre il trasporto pubblico continua a essere programmato con parametri che appartengono al passato.
Se davvero si vuole costruire una città moderna, sostenibile e competitiva, il tema della mobilità deve diventare una priorità politica permanente e non soltanto una risposta temporanea alle esigenze dell’estate. Perché investire nei trasporti significa migliorare la qualità della vita dei residenti, sostenere il turismo, ridurre il traffico e accompagnare lo sviluppo di quella che, sempre più chiaramente, rappresenta la capitale del Cilento.

