L’esemplare immortalato lungo la Via del Mare a Montecorice, per gli esperti è il segnale concreto dell’espansione della specie reintrodotta nel Parco del Cilento
Un capriolo italico è stato avvistato lungo la Via del Mare, nel tratto che costeggia le Ripe Rosse di Montecorice. L’animale è stato fotografato da un automobilista di passaggio in una zona dove la presenza della specie viene considerata particolarmente rara e dove negli ultimi anni non erano state registrate segnalazioni significative.
L’avvistamento assume un valore che va oltre il semplice incontro con un animale selvatico. Si tratta infatti di un possibile indicatore dello stato di salute degli ecosistemi del Cilento e della capacità della fauna di riconquistare territori dai quali era scomparsa da decenni.
A spiegare il fenomeno è il professor Domenico Fulgione, ordinario di Zoologia all’Università Federico II di Napoli.
«Il capriolo è un piccolo ungulato che è stato reintrodotto in Campania: a nord sul Matese e a sud nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Le due popolazioni si sono espanse e adesso l’occupazione del territorio è quasi completa».
Secondo il docente, il successo della reintroduzione è ormai evidente. La presenza dell’animale lungo la costa cilentana rappresenterebbe infatti la naturale conseguenza dell’espansione delle popolazioni nate dai programmi di conservazione avviati negli anni scorsi.
Fulgione sottolinea inoltre il ruolo fondamentale svolto dal capriolo negli equilibri ambientali.
«Ha un grande valore ecologico, considerando che è un contenitore dell’espansione boschiva. Questo lo rende un elemento della biodiversità di per sé, ma anche un costruttore di diversità del paesaggio».
Una considerazione che evidenzia come la presenza del capriolo non sia soltanto un fatto naturalistico, ma un elemento capace di influenzare l’evoluzione degli habitat e la varietà degli ecosistemi locali.
Particolarmente significativa, secondo l’esperto, è proprio la localizzazione dell’avvistamento.
«L’espansione fino alla zona di Punta Licosa è estremamente interessante».
Una dichiarazione che lascia intendere come la specie stia raggiungendo aree considerate fino a poco tempo fa marginali rispetto ai tradizionali corridoi faunistici dell’entroterra.
Per il professore non ci sarebbero dubbi nemmeno sull’origine dell’animale.
«Si tratta sicuramente di un esemplare che fa riferimento all’introduzione fatta nel Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni in cui furono utilizzati caprioli italici».
L’avvistamento di Montecorice confermerebbe quindi l’efficacia del progetto di reintroduzione realizzato nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Se fino a qualche anno fa il capriolo italico era osservabile quasi esclusivamente nelle aree interne del territorio, oggi la sua presenza lungo la fascia costiera racconta una storia diversa: quella di una specie che continua ad ampliare il proprio areale e che sta tornando a essere una componente stabile del paesaggio cilentano.


