Tra dissidenze, strappi e ricuciture, l’immagine delle celebrazioni racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il riavvicinamento tra Franco Di Biasi e la maggioranza
Ci sono fotografie che raccontano più di un intero consiglio comunale. E quella scattata durante le celebrazioni del 2 giugno ad Agropoli appartiene certamente a questa categoria.
Mentre istituzioni e cittadini celebravano la Festa della Repubblica, la politica locale consegnava ai presenti un’immagine destinata a far discutere. Da una parte il sindaco Roberto Mutalipassi, dall’altra Franco Di Biasi, presidente del Consiglio comunale e protagonista negli ultimi mesi di una delle vicende politiche più travagliate della consiliatura.
A guardare quella foto sembra quasi di assistere al ritorno del figliol prodigo. Dopo mesi trascorsi fuori dall’alveo della maggioranza, tra distinguo, assenze strategiche, mancati voti e prese di posizione che hanno messo più volte in difficoltà l’amministrazione, Di Biasi sembra aver imboccato la strada del riavvicinamento.
Dalla ribellione al ritorno all’ovile
Per mesi il gruppo “Agropoli Oltre Agropoli” ha rappresentato la spina nel fianco della maggioranza. Le tensioni sono state evidenti e il sindaco non ha mai nascosto il proprio fastidio per atteggiamenti considerati incompatibili con la tenuta dell’azione amministrativa.
L’episodio del bilancio, con l’assenza dei dissidenti e il mancato sostegno all’amministrazione, aveva segnato probabilmente il punto più basso dei rapporti. In molti erano convinti che la frattura fosse ormai insanabile.
E invece la politica, soprattutto quella locale, riesce sempre a sorprendere.
A un anno dalle elezioni cambiano le priorità
Con le elezioni che si avvicinano, le vecchie ruggini sembrano lasciare spazio a considerazioni più pragmatiche. I voti tornano a pesare, i numeri in Consiglio comunale ancora di più.
E così chi fino a pochi mesi fa veniva considerato un problema torna improvvisamente ad essere una risorsa. Non per convinzioni ritrovate o per improvvise folgorazioni sulla via di Damasco, ma perché la matematica politica continua ad essere una scienza esatta.
In questo scenario, i voti di Franco Di Biasi e Gennaro Russo diventano preziosi per accompagnare senza scossoni l’ultimo anno di amministrazione.
Il lavoro silenzioso di Mimmo Gorga
Se oggi il dialogo appare nuovamente possibile, una parte del merito viene attribuita a Mimmo Gorga. Mentre altri consumavano pubblicamente lo scontro, lui avrebbe continuato a tenere aperti i ponti con il gruppo dei dissidenti.
Un’opera paziente di tessitura politica che sembra aver riportato a casa chi aveva scelto di allontanarsi.
Quella posizione che non passa inosservata
Ma è proprio la fotografia del 2 giugno a raccontare forse il dettaglio più interessante. Di Biasi c’è, ma non al centro della scena. È presente, ma con un profilo più defilato. Quasi a voler certificare che il ritorno all’interno della famiglia politica passa inevitabilmente attraverso un passo indietro.
Perché il figliol prodigo viene accolto, ma difficilmente torna subito a sedersi a capotavola.
La politica agropolese sembra aver aperto una nuova fase. Una fase nella quale gli strappi degli ultimi mesi vengono messi momentaneamente da parte in nome della stabilità e della convenienza reciproca.
E la fotografia del 2 giugno, più che celebrare la Repubblica, sembra immortalare una riappacificazione che fino a qualche tempo fa appariva improbabile.


