Dopo una Pet-Tac eseguita all’ospedale di Salerno e rivalutata in una struttura di Milano, i familiari chiedono chiarezza, Polichetti sollecita accertamenti immediati
Una diagnosi inizialmente ritenuta grave, poi ridimensionata da successivi accertamenti specialistici eseguiti in un’altra struttura. È questa la vicenda che sta alimentando proteste e richieste di chiarimento attorno all’ospedale Ruggi di Salerno, dove un paziente, identificato con le iniziali L.N., si era sottoposto a un esame Pet-Tac.
Secondo quanto riferito dai familiari, l’esame effettuato presso il nosocomio salernitano avrebbe delineato un quadro clinico particolarmente serio. Una valutazione che sarebbe stata però successivamente rivista e smentita da ulteriori controlli specialistici svolti in una struttura di Milano, aprendo interrogativi sulle modalità con cui sarebbe stata formulata la prima interpretazione diagnostica.
I parenti del paziente hanno annunciato iniziative formali nelle sedi competenti, chiedendo piena trasparenza sull’accaduto. Al centro delle richieste vi sarebbero anche chiarimenti sulle condizioni operative dell’apparecchiatura utilizzata e sulle procedure adottate nella refertazione dell’esame.
Sulla vicenda è intervenuto Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, che ha chiesto accertamenti rapidi e rigorosi. “Quando una famiglia segnala presunte criticità così rilevanti, il primo dovere delle istituzioni è accertare i fatti con tempestività e rigore. In ambito sanitario non possono esistere zone d’ombra”, ha dichiarato.
Polichetti ha sottolineato che, nel caso in cui una diagnosi di particolare gravità venga successivamente smentita da verifiche specialistiche, diventa necessario comprendere con precisione cosa sia accaduto e se vi siano state eventuali anomalie nei processi di refertazione o nei controlli interni.
Da qui l’appello rivolto alla direzione sanitaria dell’ospedale di Salerno affinché venga fatta piena luce sulla vicenda, chiarendo ogni aspetto e adottando, se necessario, misure utili a evitare il ripetersi di episodi simili. “Esprimo vicinanza al paziente e ai suoi familiari, che avrebbero vissuto momenti di comprensibile angoscia. La sanità pubblica va difesa attraverso competenza, trasparenza e piena tutela dei cittadini”, ha concluso.


