L’ex vicesindaco critica il rimpasto di Giunta: nel mirino l’ingresso di Egidio Criscuolo e l’intesa politica con Mario Rizzo
L’ex vicesindaco ed ex sindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, interviene con parole durissime sul rimpasto di Giunta deciso dal sindaco Stefano Sansone, accusandolo di aver cambiato la maggioranza consiliare nel tentativo di salvare la propria amministrazione e di aver scelto la strada del trasformismo politico.
Secondo D’Angiolillo, il primo cittadino avrebbe deciso di allearsi con Mario Rizzo ed Egidio Criscuolo, «mescolando il finto “nuovo” con il vecchio trasformismo».
Nel mirino dell’ex amministratore c’è soprattutto la nomina ad assessore di Egidio Criscuolo, candidato non eletto alle elezioni comunali del 2024 nella lista classificatasi ultima e, secondo D’Angiolillo, già bocciato dagli elettori per tre consultazioni consecutive. Una scelta che, evidenzia, arriva a sostituire il primo eletto della lista vincente.
«Forse il sindaco applica il Vangelo di Matteo: “Gli ultimi saranno i primi”», commenta con ironia.
D’Angiolillo contesta anche le motivazioni con cui Sansone ha annunciato sui social la nomina di Filippo Dragone a vicesindaco, giustificandola con la volontà di valorizzare l’ampio consenso elettorale ottenuto.
«Dimentica però di aver estromesso, senza alcuna motivazione, chi aveva un consenso ancora più ampio e un’esperienza amministrativa ben maggiore. Subito dopo nomina assessore un candidato non eletto. In pratica applica, a seconda della convenienza, sia il criterio di chi prende più voti sia quello di chi ne prende meno, in una logica che non ha alcuna logica».
L’ex sindaco punta poi il dito contro l’intesa politica con Mario Rizzo, ricordando come la campagna elettorale fosse stata incentrata sulle responsabilità della precedente amministrazione.
«Dopo una campagna elettorale in cui è stato più volte evidenziato il disavanzo di circa 10 milioni di euro ereditato dall’amministrazione guidata da Mario Rizzo e dopo il largo consenso ottenuto dalla lista Ascea Futura, oggi il sindaco sceglie di allearsi proprio con chi aveva indicato come responsabile del dissesto finanziario del Comune. Così chi ha perso le elezioni viene premiato e chi le ha vinte, contribuendo in dodici anni a quasi risanare l’Ente, viene estromesso dall’amministrazione».
Per D’Angiolillo si tratta di «una decisione contro ogni logica, contro la volontà popolare, contro la coerenza e contro la decenza».
Non manca una stoccata anche al simbolo della lista del sindaco.
«A questo punto manca soltanto il cambio del simbolo di Ascea Futura: al posto della pentecontera sarebbe più coerente una zattera o l’Arca di Noè, visto che il sindaco ha deciso di imbarcare politici con storie, programmi e percorsi completamente diversi, già bocciati dagli elettori».
L’ex amministratore critica inoltre le dichiarazioni del primo cittadino secondo cui la nuova Giunta sarebbe chiamata ad amministrare il presente e preparare il futuro.
«Si parla di futuro mentre si riportano dentro esperienze politiche che appartengono al passato».
Infine, l’affondo sull’azione amministrativa.
«Il lungomare continua a essere in condizioni critiche, si asfaltano con risorse comunali strade provinciali, il parcheggio nell’uliveto della Scogliera è stato chiuso con una catena da una società del cugino del sindaco, mentre i lavori della pista ciclabile stanno creando disagi a cittadini e turisti. Sarà un’estate più calda del solito. Le feste, però, non mancano. E alle tante manifestazioni si aggiunge quella del nuovo vicesindaco, del quale si dice abbia acquistato mille panini».
D’Angiolillo conclude con una citazione di Lorenzo de’ Medici: «Chi vuol esser lieto, sia: di domani non c’è certezza», rivolgendo infine un appello all’amministrazione comunale: «Divertitevi, se ne avete bisogno, ma lasciate stare l’amministrazione del nostro Comune, perché è una cosa seria».
