Nella seduta del Consiglio comunale di oggi è stato il sindaco Roberto Mutalipassi a sottolineare il tergiversare del Comune capofila
Nel Consiglio Comunale di oggi è emersa chiaramente la sottile guerra tra il comune di Agropoli e il comune di Vallo della Lucania per il futuro dei servizi sociali del Piano di Zona S8. Durante la seduta, su richiesta del consigliere di opposizione Raffaele Pesce, il sindaco di Agropoli Roberto Mutalipassi ha delineato i fatti e spiegato come il comune si è adoperato per evitare l’interruzione dei servizi essenziali forniti dal Piano S8.
Le Difficoltà del Piano S8
Il Piano di Zona S8, che coinvolge 36 comuni del Cilento con Vallo della Lucania come capofila, non ha avuto vita facile. Sin dall’inizio, il rapporto con gli assistenti sociali è stato problematico, nonostante abbiano assolto ai loro compiti in maniera encomiabile. Tuttavia, non hanno mai ricevuto garanzie di stabilizzazione lavorativa da parte dell’amministrazione. Le funzioni dei servizi sociali sono cogenti ed essenziali, soprattutto in questo periodo storico.
Le Iniziative di Agropoli
Già dal luglio 2022, il comune di Agropoli ha sollecitato Vallo della Lucania e tutti i comuni partecipanti a costituire un’azienda speciale consortile per stabilizzare i lavoratori e intercettare meglio i fondi regionali per i servizi di assistenza. Nel novembre dello scorso anno, Agropoli aveva messo a disposizione del comune capofila la dotazione fornita dallo Stato per la stabilizzazione dei lavoratori.
L’Ultimo Tentativo
A dicembre 2023, è stata approvata la delibera di giunta che prevedeva di portare in Consiglio lo schema di statuto della costituenda Azienda Speciale. Tuttavia, durante una riunione di coordinamento dei sindaci sulla problematica, si sono presentati solo 6 sindaci su 36. Il sindaco di Agropoli, Roberto Mutalipassi, ha dichiarato: “Per questioni politiche interne del comune di Vallo della Lucania c’è stato un tergiversare, un prolungare dei tempi che oggi ci vede arrivare a questo punto”.
Il comune di Agropoli contribuisce con circa 200mila euro alle casse del Piano di Zona. Alla fine, come ultima ratio e su sollecitazione del consigliere Pesce, se la situazione non si sblocca sarà interessato il Prefetto.


