Duro affondo del consigliere Raffaele Pesce contro il progetto di demolizione e nuovi uffici INPS e Agenzia Entrate, scontro aperto sul futuro del centro cittadino
AGROPOLI – Lo scontro politico si accende attorno al destino della storica scuola dell’infanzia Santa Maria delle Grazie. Dopo il dibattito già aperto da Cilento Post sul piano commerciale del progetto, arriva ora l’intervento diretto del consigliere di opposizione Raffaele Pesce, che attacca senza mezzi termini l’ipotesi di abbattimento dell’edificio per far spazio agli uffici INPS e dell’Agenzia delle Entrate.
Pesce richiama una posizione già espressa nel novembre 2023, quando l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi ipotizzava la demolizione per realizzare una piazza di collegamento tra piazza Vittorio Veneto e Corso Garibaldi. Un’idea che, secondo il consigliere, ignorava il valore storico e identitario dell’edificio: “Dagli anni ’50 la scuola è parte integrante della città, costruita con sacrifici e legata alla memoria collettiva degli agropolesi”.
Nel mirino finisce oggi il nuovo scenario, giudicato ancora più distante dalla realtà cittadina. La trasformazione in polo di uffici pubblici viene definita “una proposta assurda”, soprattutto alla luce dei cambiamenti nel modo di lavorare e accedere ai servizi: sempre più digitali, sempre meno legati alla presenza fisica.
Secondo Pesce, l’amministrazione dimostrerebbe di non conoscere le dinamiche del centro cittadino e le difficoltà del commercio locale. L’idea che uffici pubblici possano rilanciare le attività viene bollata come una visione superata e scollegata dalla quotidianità: orari ridotti, servizi telematici e flussi limitati non garantirebbero alcun reale beneficio.
Il consigliere rilancia invece una proposta alternativa: trasformare l’edificio in uno spazio pubblico multifunzionale, destinato a giovani, anziani e associazioni. Luoghi per cultura, lettura, musica e aggregazione sociale che – a suo dire – potrebbero davvero contribuire a rivitalizzare il centro cittadino, evitando il rischio di ulteriore desertificazione.
Parole che suonano come un atto d’accusa politico e culturale: “Un’amministrazione che non rispetta il passato e non lavora per il futuro”. E poi la stoccata finale, destinata a far discutere: “Ma siete realmente di Agropoli?”.
Il dibattito è tutt’altro che chiuso. Anzi, entra ora nella sua fase più calda, tra visioni opposte di città e scelte che potrebbero segnare il volto di Agropoli per i prossimi anni.


