Segnalazioni dei cittadini e documentazione fotografica spingono il gruppo “Ascea in Testa” a chiedere trasparenza su interventi e procedure nel cuore dell’area archeologica
Interventi sulle alberature nel piazzale Amedeo Maiuri, antistante il Parco archeologico di Velia, finiscono al centro dell’attenzione politica e amministrativa. A seguito di numerose segnalazioni da parte dei cittadini, riprese anche da Cilento Post, il gruppo consiliare “Ascea in Testa” ha formalizzato una richiesta di chiarimenti al Comune di Ascea per fare piena luce sulle operazioni eseguite.
Le segnalazioni, corredate anche da documentazione fotografica, riguardano interventi ritenuti particolarmente incisivi, riconducibili a potature drastiche – le cosiddette capitozzature – che hanno sollevato dubbi e interrogativi nella comunità locale. Un tema delicato, considerando che l’area interessata ricade in un contesto di altissimo valore paesaggistico, culturale e archeologico, all’interno del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Nella richiesta ufficiale, i consiglieri comunali evidenziano come interventi di questo tipo debbano necessariamente poggiare su valutazioni tecniche adeguate e su atti amministrativi formali, nel rispetto delle normative vigenti. Non si esclude che le operazioni possano essere state disposte per motivi di sicurezza, anche alla luce di precedenti episodi di caduta di alberi registrati nella stessa area. Tuttavia, proprio per questo, sottolineano, è indispensabile che ogni intervento sia tracciabile, motivato e supportato da verifiche documentate.
Nel dettaglio, la richiesta mira a chiarire alcuni punti fondamentali: l’esistenza di provvedimenti autorizzativi, l’eventuale svolgimento di verifiche tecniche sullo stato fitosanitario delle piante, le motivazioni alla base degli interventi, l’individuazione dei soggetti esecutori e delle modalità di affidamento, nonché il rispetto delle normative e delle linee guida in materia di gestione del verde pubblico.
Un passaggio centrale riguarda il richiamo alle disposizioni ministeriali sui criteri ambientali minimi per la gestione del verde, che stabiliscono come le potature debbano essere effettuate solo se strettamente necessarie, da personale qualificato e in periodi compatibili con la tutela delle piante e dell’avifauna. In particolare, viene ribadito il divieto di pratiche invasive come la capitozzatura, ritenute dannose perché possono indebolire gli alberi e comprometterne la stabilità nel tempo.
L’iniziativa, precisano i firmatari, non nasce da una contrapposizione politica, ma dall’esigenza di garantire trasparenza amministrativa, correttezza nelle procedure e tutela della sicurezza pubblica, soprattutto in un’area simbolo del territorio.
Resta ora da capire quale sarà la risposta dell’amministrazione comunale. Una vicenda che, al di là dell’aspetto tecnico, tocca un tema più ampio: il rapporto tra gestione del patrimonio naturale e fiducia dei cittadini nelle istituzioni. E proprio su questo terreno si giocherà la partita più delicata.


